SEQUENZA DEGLI EVENTI

Durante la campagna italiana le forze alleate si imbatterono in molteplici linee difensive
create dai tedeschi. Nessuna di loro era letale come la linea invernale che passava per Ortona.

  • luglio 1943

    CAMPAGNA ITALIANA

    Le forze Alleate, inclusi i canadesi, invasero l’Italia nel luglio 1943, aprendo un nuovo varco nel sud Europa. In primo luogo conquistarono la Sicilia, in seguito risalirono lentamente lo stivale fino alla terraferma italiana.
  • 5-6 Dicembre 1943

    IL FIUME MORO

    I tedeschi si ritirarono presso il fiume Moro- e si prepararono per un altro attacco. Nella notte tra il 5 e 6 dicembre, la Prima Divisone di Fanteria e la Prima Brigata Corazzata Canadese presero il sopravvento sull’Ottava Armata e riuscirono nell’impresa di attraversare il fiume Moro. All’alba del 6 dicembre, iniziò l’attacco a
    tre riprese. Soltanto la Fanteria Leggera Canadese della Principessa Patricia(PPCLI) riuscì ad avanzare, conquistando l’ala sinistra di Villa Rogatti. Quando fu impossibile per gli ingegneri costruire un ponte che attraversasse il fiume Moro per permettere ai carri armati di arrivare in aiuto del PPCLI, fu ordinata la ritirata. Si dovette aspettare fino al 9 dicembre perché i canadesi potessero guadagnare terreno. Non ci si aspettava né che si verificasse un’avanzata lenta nei dintorni di Ortona, né che i tedeschi si sarebbero posizionati proprio in questa città portuale sul Mare Adriatico.

    5-6 Dicembre 1943

  • IL PRECIPIZIO

    Dopo due giorni di combattimento i canadesi giunsero a quello che sulla carta topografica appariva come nient’altro che un canale a circa un chilometro a sud di Ortona. Mentre le truppe in marcia si avvicinavano, realizzarono che si trattava in realtà di un profondo e stretto precipizio dove i tedeschi vi avevano scavato delle cave profonde per proteggersi dal fuoco d’artiglieria.
    Quando finì il bombardamento, i tedeschi si precipitarono sul bordo del burrone per aprire il fuoco sulla fanteria canadese che risaliva gradualmente il pendio attraversando vigneti e uliveti. IL PRECIPIZIO, come lo ribattezzarono i canadesi, rese impossibile controbattere gli attacchi della Prima Divisione del Maggiore Chris Vokes. Ogni attacco di un singolo battaglione veniva respinto con pesanti perdite. La pioggia battente e le temperature in diminuzione non fecero altro che peggiorare la situazione, costringendo i due schieramenti a combattere in mezzo al fango una guerra in campo neutrale.

  • 12 Dicembre 1943

    ORTONA

    Inaspettatamente la Prima Divisione di Paracadutisti Tedesca si ritirò solo fino ad Ortona. All’improvviso i canadesi dovettero confrontarsi con qualcosa per cui non erano stati addestrati- il combattimento di strada. Il 12 dicembre i tedeschi iniziarono a preparare le difese di Ortona facendo esplodere diverse case in modo da creare cumuli di macerie nei quali scavarono posizioni di combattimento. Mine furono disseminate lungo tutta la città. Per il 19 dicembre tutti i lati delle strade erano bloccati da montagne di macerie. Due grandi edifici erano stati fatti saltare in aria per bloccare una strada chiamata Corso Vittorio Emanuele, all’entrata della piazza di fronte al municipio. L’orologio del municipio era stato rimosso dalla torre e al suo posto era stata piazzata una mitragliatrice. Al tramonto del 21 dicembre, i tedeschi demolirono gran parte della torre adiacente alla cattedrale di San Tommaso e la struttura cadente spezzò in due la cupola della cattedrale. Mentre si portava avanti questa distruzione, la Leale Compagnia D del Reggimento di Edmonton fu sbaragliata nel tentativo di arrivare ad Ortona. I suoi 60 uomini furono ridotti a 17 in pochi minuti.

    Nonostante queste perdite, i superstiti della Compagnia trovarono un punto d’appoggi in periferia e ben presto il loro battaglione fu rinforzato da altre compagnie.. Li raggiunsero anche la Seaforth Highlanders of Canada e i carri armati del Three Rivers Regiment. Questi due battaglioni di fanteria ed un solo reggimento di carri armati lottarono lungo il mortale labirinto di Ortona per otto giorni senza tregua.
    Per questo motivo i corrispondenti di guerra soprannominarono Ortona ‘ Piccola Stalingrado’ infatti il conflitto somigliava a quello avvenuto sul fronte Orientale in Russia.

    12 Dicembre 1943

  • 14-15 Dicembre 1943

    CASA BERARDI

    Finalmente nella notte tra il 14 e 15 dicembre, 81 uomini della Compagnia C del XXII Reggimento Reale, comandati dal Capitano Paul Triquet, trovò il modo di risalire il pendio. Con l’aiuto di sette carri armati del Reggimento dell’Ontario, l’esile truppa sfondò la fiera resistenza tedesca impossessandosi della casa di campagna Casa Berardi. Si combatte’ duramente per 4 giorni intorno a quel piccolo punto strategico prima che i tedeschi battessero la ritirata. Per il suo coraggio, Triquet fu premiato con la Victoria Cross, il più alto riconoscimento militare.

  • 23 Dicembre 1943

    NATALE

    Mentre continuava la battaglia corpo a corpo all’interno di Ortona, altre due brigate canadesi cercavano di aggirare la città sul lato Ovest. Un successo su questo fronte avrebbe spinto le truppe paracadutiste tedesche presenti ad Ortona a fuggire o arrendersi. I tentativi di aggiramento inizialmente permisero di aprire un varco prima di essere bloccati dai tedeschi. Il giorno di Natale non portò alcuna tregua alla guerra, né ad Ortona né all’esterno sul lato occidentale. Sul fronte ovest, il IIL Highlanders Regiment fu sbaragliato e l’artiglieria di supporto poté solo cercare di salvare la situazione circondando i canadesi all’interno di un anello di fuoco creato dai bombardamenti.

    Nel frattempo ad Ortona, mentre tedeschi e canadesi si scambiavano pallottole e granate, i membri del quartier generale del Seaforth organizzavano un sontuoso pranzo di Natale per sfamare una compagnia alla volta quando uscivano dalla linea di combattimento. Tuttavia per gli uomini di Edmonton non ci fu alcuna pietà, ricevettero le loro razioni alle loro postazioni di combattimento.

    23 Dicembre 1943

  • 27 Dicembre 1943

    LA RESA DI ORTONA

    Il 27 dicembre, Mathew Halton della CBC disse che ‘ la guerra è un incubo’. Ma un incubo che sarebbe finito ben presto. Il mattino seguente, il 28 dicembre una pattuglia di Edmonton scoprì che i paracadutisti erano andati via silenziosamente durante la notte-lasciando Ortona ai Canadesi. Il conflitto di dicembre costò 2.339 vittime, anche se la reale cifra dei canadesi uccisi ad Ortona non è mai stata determinata. Anche il numero di soldati tedeschi che persero la vita non fu mai calcolato ma sappiamo che dal momento dell’attraversata del fiume Moro alla fine del conflitto, furono sterminate due divisioni. Siccome Ortona non era stata evacuata prima che cominciasse la guerra, anche molti civili furono uccisi e feriti.

    La stima più autorevole indica la morte di 1.314 civili. La stessa città fu ridotta in rovina e ci vollero anni per ricostruirla. Durante i primi mesi invernali del 1944, nonostante i danni causati dalla guerra, Ortona divenne luogo di ristoro per le forze canadesi dispiegate poco più a nord, lungo il fiume Arielli.

Informazioni fornite da enciclopedia canadese: www.thecanadianencyclopedia.ca/en/article/battle-of-ortona